The art of art, the glory of expression and the sunshine of the light of letters, is simplicity.

~Walt Whitman



8.10.10

Una tazza di té (storia zen)


Un filosofo si recò un giorno da un maestro zen e gli dichiarò:
"Sono venuto a informarmi sullo Zen, su quali siano i suoi principi ed i suoi scopi".
"Posso offrirti una tazza di tè?" gli domandò il maestro.
E incominciò a versare il tè da una teiera.
Quando la tazza fu colma, il maestro continuò a versare il liquido, che traboccò.
"Ma che cosa fai?" sbottò il filosofo. "Non vedi che la tazza é piena?"
"Come questa tazza" disse il maestro "anche la tua mente è troppo piena di opinioni e di congetture perché le si possa versare dentro qualco'altro..
Come posso spiegarti lo Zen, se prima non vuoti la tua tazza?"




Commento: La mente non può che fare riferimento al passato e al noto: tutto ciò che riceve, lo interpreta alla luce delle precedenti esperienze ed opinioni. In tal modo impedisce un approccio diretto e fresco della realtà.
Se non la si svuota, non c'è modo di apprendere nulla di veramente nuovo.
Per meditare, dobbiamo imparare e mettere tra parentesi l'insieme delle conoscenze passate.

28.9.10

Sei tu - Paulo Coelho


Mi spingi oltre i miei limiti
e sento di vivere appieno la mia stessa vita, in te ho incontrato me stesso e ho guardato oltre,
oltre ogni inimmaginabile limite.

Ho guardato nel profondo dei tuoi occhi cercando di comprenderti ma, ho visto tutto quello che di me mai avrei voluto vedere.

Ho visto la mia fragilità e la mia insicurezza i miei sensi di colpa e i miei complessi le mie paure e la mia insofferenza ho visto le mie tenebre e i miei demoni allora, ho guardato ancora oltre e nel profondo del mio cuore, un mare in tempesta,
un oceano immenso dove tuffarsi e perdersi
e lì nel profondo della mia anima ho compreso!

Ho provato piacere e orgoglio
nel capire quello che oggi provo
nel sapere chi oggi sono veramente
adesso so che amo le cose belle
so che amo tutto quello che la vita mi offre
e una di quelle sei tu..

(da "Undici minuti")

27.8.10

Il significato della vita


Un professore concluse la sua lezione con le parole di rito:
"Ci sono domande?".

Uno studente gli chiese:
"Professore, qual è il significato della vita?".

Qualcuno, tra i presenti che si apprestavano a uscire, rise.
Il professore guardò a lungo lo studente,
chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria.
Comprese che lo era. "Le risponderò" gli disse.

Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni,
ne tirò fuori uno specchietto rotondo,
non più grande di una moneta.

Poi disse: "Ero bambino durante la guerra.
Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi.
Ne conservai il frammento più grande.
Eccolo.

Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità
di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai:
buche profonde, crepacci, ripostigli.
Conservai il piccolo specchio.

Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino,
ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita.

Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza.
Con quello che ho, però, posso mandare la luce, la verità,
la comprensione, la conoscenza, la bontà, la tenerezza
nei bui recessi del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno.
Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto.

In questo per me sta il significato della vita".

20.7.10

I fuochi

Ogni persona brilla con luce propria fra tutte le altre cose.
Non ci sono due fuochi uguali, ci sono fuochi grandi, fuochi
piccoli e fuochi di ogni colore. Ci sono persone di un fuoco
sereno, che non sente neanche il vento e persone di un
fuoco pazzesco, che riempie l’aria di scintille. Alcuni fuochi,
fuochi sciocchi, né illuminano, né bruciano, ma altri si
infiammano con tanta forza che non si può guardarli senza
esserne colpiti e chi si avvicina si accende..













E. Galeano